calendario Atzeco

Il Calendario Azteco (Pietra del Sole) è scolpito su un monolite di roccia basaltica con un diametro di 3.54 metri e un peso di circa 24 tonnellate.

Secondo quanto indicato, sulla parte superiore e centrale del monolite, che corrispondente all'anno MATLACTLI HUAN YEI ACATL (XIII canna secondo la misurazione del tempo azteca), si ritiene che questo risalga al XV secolo d.C. e che originariamente fosse collocato sopra una piattaforma di fronte a un edificio chiamato Cuauhcuauhtenchan (dimora delle aquile).

Il monolite è  una delle migliori espressione dell'arte azteca e dimostra il grado di sviluppo culturale e scientifico che questo popolo raggiunse nella astronomia, nella matematica, nella misurazione del tempo e nell'arte scultorea, conoscenze che ricevette dalle civiltà precedenti.

Le figure intagliate in questo imponente monolito rappresentano i dati corrispondenti alla formazione del Sole, all'ordine del Sistema Planetario, alla creazione della Terra e le sue diverse ere fino l'apparizione di una coppia divina,OZOMOC e CIPATONATH, figure rappresentate sulla parte centrale del Calendario in torno alla figura di TONATIUH (il Sole). Il Calendario Azteca presenta otto circoli concentrici finemente intagliati, sette dei quali sulla parte frontale del monolito e  l’ultimo sul lato della scultura.

CERCHIO CENTRALE

Il cerchio centrale rappresenta il viso di TONATIUH, il Sole, dio che nella mitologia tenochca, nahoa, azteca o messicana era padrone e signore di tutti i cieli e creatore di tutti i fenomeni naturali, nonché capo degli dei.

Secondo una tradizione il Sole ha attraversato quattro ere, prima della attuale,    a ciascuna delle quali   sopravisse una sola coppia di esseri umani.

TONATIUH è rappresentato come un saggio vestito sontuosamente, con i capelli dorati (per affinità al colore del sole) e la lingua, sporgente, a forma di coltello  ad indicare la sua sete di sangue umano.

TONATIUH, così, rappresenta la nascita del tempo, il creatore della cronologia, il signore della Terra e del Cielo, il creatore del Sistema Planetario e il generatore dell'Universo.

SECONDO CERCHIO

In questo secondo cerchio, oltre ai simboli delle Ere Cosmogoniche- epoche o età per le quali attraversò la razza azteca - , sono riportati:

Sulla parte superiore destra: CE TECPATL (1-coltello di ossidiana) che è il simbolo del Nord e a sua volta è il geroglifico con il quale si identifica il dio Tezcatlipoca (Specchio Fumante).

Sulla parte superiore sinistra: XIUHUITZOLLI (piuma di quaglia azzurra), simbolo dell'Est e rappresentazione del dio Quetzalcoatl (Serpente Piumato o il Gemello Divino), coperto con le armi.

Sulla parte inferiore destra: CHICOME OZOMATLI (7-scimmia) che rappresenta l'ovest.

Sulla parte inferiore sinistra: CE QUIAHUTLI (1-pioggia) che rappresenta il Sud.

Se disegniamo due linee rette, la prima che unisca le figure CE TECPATL e CE QUIAHUTLI e la seconda che unisca i simboli XIUHUITZOLLI e CHICOME OZOMATLI, si formano due angoli opposti dal vertice. L'apertura di questi due angoli, secondo alcuni autori, segnala il corso annuale del Sole verso uno e l'altro lato della linea degli equinozi. Questi angoli misurano circa 23 gradi e mezzo.

Sulla parte centrale superiore di questo circolo c'è un simbolo di V rovesciata che rappresenta la fiamma divina del Sole e della creazione.

Sulla parte inferiore si vede un pettorale riccamente adornato con pietre preziose di chalchihuites.

Distribuiti dentro questo secondo cerchio ci sono cinque punti corrispondenti ai cinque giorni complementari o di riposo assoluto e considerati nefasti tra i nahoas e che venivano aggiunti al finale di ogni anno composto da diciotto mesi da venti giorni ognuno.

TERZO CERCHIO

In questo cerchio si distinguono venti spazi, corrispondenti ognuno ad un giorno del mese azteco. I giorni, iniziando dal primo superiore in senso antiorario (lettura normale per le popolazioni mesoamericane), sono:

giorno 1 - CIPACTLI - Coccodrillo
giorno 2 - EHECATL - Vento
giorno 3 - CALLI - Casa
giorno 4 - CUETZPALLIN - Lucertola
giorno 5 - COATL - Serpente
giorno 6 - MIQUIZTLI - Testa di Morto
giorno 7 - MAZATL - Cervo
giorno 8 - TOCHTLI - Coniglio
giorno 9 - ATL - Acqua
giorno 10 - ITZCUINTLI - Cane
giorno 11 - OZOMATLI - Scimmia
giorno 12 - MALINALLI - Erba
giorno 13 - ACATL - Canna
giorno 14 - OCELOTL - Ocelote o Tigre
giorno 15 - CUAUHTLI - Aquila
giorno 16 - COZCAQUAUTLI - Avvoltoio
giorno 17 - OLLIN - Movimento
giorno 18 - TECPATL - Coltello di Ossidiana
giorno 19 - QUIAUITL - Pioggia
giorno 20 - XOCHITL - Fiore


 

L'anno civile del popolo azteco contava con 365 giorni, costituiti da 18 mesi di venti giorni ognuno più cinque giorni, che si aggiungevano al termine del XVIII mese. Questi ultimi cinque giorni, oltre considerarsi come complementari, erano da riposo assoluto ed erano considerati infausti. Infatti gli Aztechi pensavano che durante questi cinque giorni potessero accadere le peggiori calamità fino la distruzione della Terra, che secondo una leggenda poteva capitare alla fine di un ciclo di 52 anni. I cinque giorni finali dell'era denominati NEMOTEMI, non avendo un disegno speciale ne un dio tutelare, erano rappresentati sulla pietra del Sole da cinque punti distribuiti nel secondo cerchio.

Nel trascorso del ciclo azteco di 52 anni, i sacerdoti facevano correzioni sul calendario, indispensabili per evitare i 13 giorni di ritardo dovute alle sei ore mancanti all’anno di 365 giorni.

Gli antichi messicani, per conteggiare il loro ciclo, utilizzarono solo i segni ACATL (canna), TECPATL (coltello di ossidiana), CALLI (casa) e TOCHTLI (coniglio) conteggiati di tredici in tredici, ma intercalati: 1 ACATL, 2 TECPATL, 3 CALLI, 4 TOCHTLI, 5 ACATL, 6 TECPATL, ecc., fino ritornare 1 ACATL dopo i 52 trascorsi.

QUARTO CERCHIO

In questo cerchio sono rappresentati i 260 giorni di cui è costituito il TONALAMATL, o calendario incompleto, che usavano i sacerdoti durante i loro riti per assegnare i nomi ai nuovi nati e, principalmente, per gestire le attività agricole della comunità.

I 260 giorni si ottengono moltiplicando i 52 caselle di cui consta questo quarto cerchio, per il numero rappresentato dentro ognuna da cinque piccoli circoli collocati su una targa di giada.

Sono visibili soltanto 38 casellari poiché gli altri quattordici sono coperti dalle figure "V" che salgono verso il quinto e sesto cerchio, altri cinque sono coperti dalla "V" inferiore e nove coperti dalle altre "V", tre per ognuna di esse.

 Il TONALAMATL deferisce la data d'inizio dell'anno civile azteco, poiché doveva adattarsi al lavoro dei campi. Sull'altipiano di ANAHUAC, il TONALAMATL dava inizio il giorno due di marzo del calendario attuale.

QUINTO E SESTO CIRCHIO

Questi due cerchi rappresentano la terra e il cielo. La terra è il quinto e il cielo il sesto. Unendo i due cerchi si trovano delle figure a forma di "V" che rappresentano i raggi creatori e vitalizzanti del Sole, e che a loro volta, delimitano le otto parti in cui gli Aztechi dividevano il giorno. Queste figure non solo indicavano le divisioni del giorno, ma anche i punti cardinali.

Le figure che presentano ricciolini ai loro estremi indicano i quattro punti cardinali principali, rispettivamente Nord, Sud, Est ed Ovest. Le altre quattro figure corrispondono ai quattro punti cardinali intermedi.

Alternate ai raggi solari ci sono altre otto figure di forma rettangolare, rappresentanti le otto parti in cui gli Aztechi dividevano la notte. Queste figure, inoltre, simboleggiavano la luce, la forza e la bellezza del Sole. Questi rettangoli sono formati da targhe di giada adornate nel centro da cinque chalchihuites di colore rosso.

Lungo la circonferenza del quinto cerchio sono ripetute delle figure uguali all'emblema posto sulla fronte di TONATIUH. Ognuna di queste 104 figure rappresenta un anno e il totale il HUEHUETILIZTLI cioè, il ciclo di 104 anni alla base di una delle misurazioni

Accanto alle figure anteriori si trovano dei gruppi di linee parallele, adornati ognuno con un chalchihuite, rappresentante il sangue che alimenta e da vita alla terra.

Nel sesto cerchio staccandosi dalla parte interna del settimo, si vedono delle figure che rappresentano fiamme di fuoco intenso. Ogni figura ha un gruppo di quattro barre con un valore simbolico cronologico.

SETTIMO E OTTAVO CERCHIO

Nel settimo cerchio, l’ultimo della facciata del Calendario Azteco, sono scolpiti due Serpenti di Fuoco chiamati XIUCOATLS. Ciascuno di questi copre una semicirconferenza in modo da toccarsi nella parte superiore del monolite con le code e nella parte inferiore con le lingue.

Sulla parte inferiore del settimo cerchio, lato sinistro, dalla bocca del serpente sorge il viso di TONATIUH, il Sole. La sua identificazione è semplice poiché la sua fronte ostenta il simbolo e l’orecchino che presenta il volto centrale della Pietra del Sole.

Il viso che appare nella bocca del XIUCOATL del lato sinistro è quello di QUETZALCOATL in una delle sue molteplici rappresentazioni, in questo caso quella del pianeta Venere quando appare allo spuntare dell'alba e che gli Aztechi denominavano TLAHUIZCALPANTECUHTLI. L'orecchino di questo personaggio è un semplice disco. Sulla parte inferiore del viso si possono apprezzare delle linee incrociate che simboleggiano una maglia a forma di maschera una delle caratteristiche del dio QUETZALCOATL nella rappresentazione dell'oscurità e della notte.

L'emblema della luce nella mitologia Nahoa era la lingua umana.  Nella Pietra del Sole dalla bocca di ogni serpente esce una lingua, a forma di coltello di ossidiana, che le due toccandosi si confondono  rappresentando il Sole e Venere che si avvicinano nel cielo al tramonto o il mattino all’alba. Questo simbolizza la lotta giornaliera di TONATIUH, il Sole, e il dio della Notte, per sorgere al mattino seguente.

L'essere mitologico XIUCOATL è rappresentato con un ricciolo sulla fronte adornato da sette cerchi  che rappresentano la costellazione delle Pleiadi. Il corpo d'ognuno dei XIUCOATLS è formato da tredici segmenti, simboleggiano ognuno un anno che gli Aztechi chiamarono XIUHUITL. I tredici segmenti di ognuno dei Serpenti di Fuoco formarono una nuova unità ciclica, che determinava il TLALPILLI.

Vicino all'ultima parte delle code d'ognuno dei serpenti appare un XIUHUITL con un mazzo formato da quattro strisce di amatl, specie di carta che ottenevano gli azteca dall'agave. Questo mazzo significa che il TLALPILLI dove essere moltiplicato per quattro, il risultato è un ciclo di 52 anni che denominarono XIUHUMOLPILLI. La somma di due XIUHUMOLPILLI formava un nuovo ciclo, il HUEHUETALIZTLI, costituito da 104 anni.

Il MEZTALI (mese di venti giorni), il XIUHUITL (anno di 365 giorni), il TLALPILLI (periodo di tredici anni), il XIUHUMOLPILLI (periodo di 52 anni) e il HUEHUETALIZTLI (periodo di 104 anni) furono tra gli Aztechi le unità cicliche per la misurazione del tempo, soggette tutte loro a riti religiosi.

Sulla parte superiore della Pietra del Sole, fra le due code dei serpenti, si vede la targa quadrilatera di consacrazione e di questo monolite. Sulla targa è scolpita la data MATLACTLI OMEY ACATL (tredici canna) che è quella in cui si terminò questa grande opera lapidaria e che corrisponde all'anno 1479 del calendario gregoriano.

Infine, sull’ottavo circolo, sono scolpiti dei simboli che rappresentano le stelle sul cielo notturno, dei coltelli di ossidiana che simboleggiano i raggi della luce solare e dei glifi del pianeta Venere.