Sembra passato in sordina un servizio trasmesso dal TG1 alle ore
8,30 nella rubrica "1 minuto di storia" qualche giorno fa.
Sorprendentemente questa rubrica, che tratta generalmente di storia nel
vero senso della parola soffermandosi soprattutto sull'era Fascista, ha
dedicato un servizio ad un tema "scottante" come gli UFO trattando
l'argomento come se fosse una cosa di tutti i giorni, come è appunto la
storia trascorsa.
Il servizio è iniziato normalmente con il primo uomo nello spazio
ma poi ha proseguito con interviste, foto e video ripresi dagli astronauti
i quali hanno dimostrato e testimoniato di aver visto "dischi volanti"
nello spazio!
Tutto ciò senza il "solito" commento scherzoso del giornalista che
commentava il servizio.
Non so quanti di voi possono aver visto questo servizio ma vi
esorto a scrivere alla Redazione per farci sapere cosa ne pensate.
A questo proposito e per vostra ulteriore conoscenza elenchiamo
una serie di testimonianze di astronauti tratte da "I Misteri" n. 13.
24 maggio 1962.
Pilota: Scott Carpenter; capsula: Mercury «Aurora 7»;
quote orbitali: km 1250/150.
Durante la sesta orbita avvista e fotografa diversi corpi sconosciuti, dei
quali non sa indicare le dimensioni.
16 maggio 1963.
Pilota: L. Gordon Cooper; capsula: Mercury «Faith 7»;
quote orbitali: km 270/160.
Durante la quindicesima orbita vede avvicinarsi «un oggetto verdastro
luminescente, seguito da una coda rosso-arancione, in moto da Est verso
Ovest». A Terra il radar della stazione di avvistamento di Muchea, che
segue il volo di Cooper, inquadra anch'esso l'oggetto, stimandone la quota
a circa 150 km.
8 aprile 1964.
Capsula senza ' equipaggio Gemini 1; quote orbitali: km
330/160.
Subito dopo l'equilibramento in orbita, la capsula viene avvicinata da
quattro oggetti sconosciuti che, come rivelano i radar delle stazioni
terrestri, la seguono per tutto il suo primo giro intorno al nostro
pianeta. Quindi scattano via all'improvviso e scompaiono nello spazio. LA
NASA in un primo momento spiegò trattarsi delle parti strutturali del
secondo stadio del vettore (un missile Titan), separatesi dalla capsula
stessa. Questa spiegazione venne tuttavia smentita quando si apprese che
il piano di volo non prevedeva tale separazione, e che in effetti il
secondo stadio del vettore e la capsula erano rimasti congiunti fin quando
non si disintegrarono precipitando insieme nell'atmosfera. La NASA non
emise altri comunicati.
4 giugno 1965.
Piloti: James McDivitt e Edward F. White; capsula:
Gemini 4; quote orbitali: km 280/160
Sopra le Hawaii, McDivitt avvista un «singolare oggetto cilindrico, con
delle sporgenze simili a braccai», e lo riprende con la cinepresa di
bordo. Calcola la distanza a circa 15 chilometri, e parla di «dimensioni
notevoli».
L'oggetto scompare alla vista quando il Sole va a battere direttamente sul
vetro della capsula. In seguito, sulle coste cinesi, viene fotografata una
luce chiara simile ad una grande stella, in movimento ad una quota
superiore. Per il primo avvistamento, la NASA parlò del satellite
Pegasus-B destinato allo studio delle micrometeoriti; ma, fatti i conti,
si scopri che esso doveva trovarsi a oltre 1800 chilometri dalla Gemini, e
di conseguenza risultare invisibile. Del secondo avvistamento non si disse
nulla: tuttavia, cosa singolare, di quest'ultimo venne fatta conoscere la
documentazione fotografica mentre, al contrario, le immagini relative al
primo «caso» non furono rese note. Anche la Commissione Condon è stata
costretta a siglare come «unknown» l'oggetto osservato da McDivitt. C'è da
aggiungere, comunque, che al termine del volo l'agenzia United Press
divulgò la seguente dichiarazione di un portavoce dell'ente nazionale
americano: «Un accurato esame delle foto scattate da McDivitt dimostra che
il veicolo avvistato non ha alcuna analogia con un satellite artificiale».
4 dicembre 1965..
Piloti: Frank Borman e James Lovell; capsula: Gemini 7;
quote orbitali: km 330/160.
Durante la seconda orbita Borman segnala un oggetto luminoso davanti alla
capsula, che non può essere il razzo vettore, in quanto anche quest'ultimo
risulta visibile attraverso l'oblò. Più tardi vengono fotografate strane
luminosità azzurrognole, munite di appendici vaporose, che passano sotto
la Gemini. Per il primo avvistamento, la NASA parla di un ignoto frammento
di vettore in orbita, forse i resti di un Titan ma il NORAD (l'ente cÌe
segue le rotte di ogni satellite) dichiara: «E'
impossibile che resti di un Titan o di qualsiasi altro missile si possano
trovare in quella posizione». Per il secondo
avvistamento si parlò di fulmini globulari nell'alta atmosfera.
20 luglio 1966.
Piloti: Mike Collins e John Young; capsula: Gemini 1.0;
quote orbitali: km 763/257.
Alle 7,20 del mattino la Radio Svizzera trasmette la seguente notizia:
«Mai astronauti sono stati tanto taciturni come Mike Collins e John Young.
Li si è addirittura obbligati a parlare. Collins ha alla fine dichiarato
che avevano visto un oggetto tanto grande e lucente da poter addirittura
essere scambiato per un pianeta».
12 settembre 1966.
Piloti: Charles Conrad e Richard F. Gordon; capsula:
Gemini 11; quote orbitali: km 370/185.
Sull'Atlantico meridionale Conrad fotografa «un globo di luce giallo
arancione, molto brillante». Secondo il San. José Mercury News, al ritorno
Gordon dichiara: «Lo vedemmo dall'oblò di
sinistra mentre ci superava. Sembrava proprio un mezzo spaziale (...)
Scattammo in fretta qualche foto. era giallo-arancione, doveva essere
metallico per avere simili riflessi».
La NASA parlò del satellite sovietico Proton ITI: ma i dati dell'orbita,
ancora una volta, non coincidevano con quelli reali, ed inoltre i
satelliti del tipo Proton hanno forma di un cilindro appiattito, mentre
l'oggetto fotografato da Conrad appare simile ad una sfera leggermente
schiacciata e circondata da un anello.
Dicembre 1968.
Piloti: Frank Borman, James Lovell e William Anders;
capsula: Apollo 8; missione circumlunare.
Ecco ciò che accadde alla missione del comandante Borman, secondo quanto
rivelato dal settimanale americano National Examiner e dallo scrittore
svedese Gòsta Rehn nel suo libro Telefaten àr hàr! (Gòteborg-Malinò,1973),
a quanto consta, mai smentiti. Durante la rotta verso il nostro satellite
l'equipaggio dell'Apollo 8 nota un oggetto discoidale che assume una rotta
parallela a quella della capsula. Gli strumenti di bordo cessano di
funzionare. Un forte senso di stordimento ed acuti dolori alle orecchie
vengono provati dagli astronauti, che però correggono la rotta
dell'Apollo.
L'UFO si allontana velocemente e a bordo gli strumenti ricominciano a
funzionare. I contatti a Terra, con Houston, interrotti a causa delle
interferenze, sono ripresi. Ma l'avventura non è ancora finita. Entrati in
orbita lunare, si presenta un altro UFO, enorme, che emana una luce
purpurea:
all'apparizione seguono ondate di calore, ronzii insopportabili, e le
apparecchiature si bloccano di nuovo.
Borman, Lovell e Anders sono colti da emicrania, difficoltà di
respirazione, tremori alle mani, «vuoti di memoria». Il tutto dura una
decina di minuti, mentre a Houston i tecnici Russel Hoicombe e Scott
Harnister stabiliscono che l'Apollo si é allontanato dalla rotta stabilita
che non potrà essere diretto nuovamente verso la Terra. I tre astronauti
escono dalla. situazione critica per la loro presenza di spirito, facendo
ricorso ai comandi manuali. La missione può essere così portata
felicemente a termine.
Al loro ritorno la NASA fa riferimento ai disturbi dell'equipaggio
dell'Apollo 8 (il primo ad aver affettuato un viaggio così lungo e ad aver
circumnavigato il nostro satellite), ma le vere cause di essi secondo il
National Examiner e Gosta Rehn, sono taciute per il timore di far sorgere
il panico.
Novembre 1969.
Piloti: Charles Conrad, Richard Gordon e Alan Bean;
capsula: Apollo 12; volo e discesa sulla Luna.
Durante il volo di trasferimento verso il nostro satellite, il 15 novembre
alle ore 14,18 il comandante Conrad riferisce a Houston:
«Da ieri siamo accompagnati da un curioso oggetto che vediamo dagli oblò
quando l'angolo di rotazione è di 35, gradi. Che cosa potrebbe essere?»
Nessuno dei membri dell'equipaggio fu in grado di riconoscere l'oggetto,
che sembrava animato da un moto rotatorio. Il fatto venne confermato da
dottor Glenn Seaborg, Premio Nobel e presidente della Commissione per
l'energia Atomica, il quale ne parlò sulla rivista Valeurs Actuelle del
dicembre 1969. Ma anche per questa missione lunare si dovettero registrare
altri imprevisti. Lo studioso tedesco Adolf Scheneider, nel suo libro
Besucher aus dem All,
afferma che gli astronauti incontrarono gli altri corpi spaziali sulla
rotta dell'Apollo 12 e che così li descrissero a Houston:
«L'oggetto è luminosissimo, ha una rotazione al
secondo... o una e mezzo... o, almeno, scintilla in quel lasso di tempo.
L'altro si allontana a grande velocità». Cosi'
prosegue poi Schneider:
«Quando gli astronauti arrivarono sulla Luna udirono, come i tecnici di
Houston, rumori strani: specie di pigolii, fischi, parole incomprensibili.
Ed un terzo bizarro avvenimento si ebbe durante il ritorno sulla Terra:
l'equipaggio vide sull'India un oggetto rosso, brillante, che scomparve di
. colpo. Ecco la comunicazione dell'Apollo 12:
"Adesso è al centro del globo terrestre, è
davvero luminosissimo, sembra avere uno spessore considerevole, è
accecante. Non possiamo immaginare che cosa sia... è grande almeno quanto
Venere".
Sviluppati i film ripresi sulla Luna, si notò una specie di alone argenteo
lucente che, in apparenza, seguiva Conrad.
«Un funzionario della CIA», afferma sempre
Schneider, «dichiarò che l'organizz'azione era in possesso di numerose
prove circa l'esistenza degli UFO ed il loro controllo da parte di esseri
intelligenti».
Testimonianze dirette
Più volte gli astronauti (molti dei quali sono rimasti
fortemente impressionati dall'incontro con gli UFO) hanno parlato in
pubblico o rilasciato dichiarazioni sulle loro esperienze. Ne raccogliamo
una serie delle più significative.
Maggiore Gordon Cooper
Uno degli astronauti della capsula Mercury, e ultimo americano a volare
nell.o spazio da solo.
Il 15 maggio 1963 salì nello spazio nella Mercury per effettuare un
viaggio di 22 orbite intorno al mondo. Durante l'orbita finale, avvisò la
stazione di Muchea (vicino Perth in Australia) che stava vedendo un
oggetto luminoso, grigiastro, di fronte a lui che si avvicinava
velocemente alla sua capsula. L'UFO era solido e reale, tant'è che era
stato rilevato anche dal radar della stazione di Muchea.
L'avvistamento di Cooper fu riportato dal circuito televisivo nazionale,
che seguiva il volo passo passo; ma quando l'astronauta atterrò, ai
giornalisti fu detto che non sarebbe stato permesso fare domande circa
l'avvistamento.
Il Maggiore Cooper credeva fortemente negli UFO. Dieci anni prima, nel
J951 aveva avvistato una formazione di oggetti volanti sconosciuti, mentre
sorvolava la Germania Ovest a bordo di un F-86. Gli oggetti erano
metallici, a forma di disco e volavano ad una considerevole altitudine.
Il maggiore Cooper rilasciò una testimonianza di fronte alle Nazioni
Unite: "Io credo che questi veicoli extra
terrestri ed i loro equipaggi stiano visitando il nostro pianeta e
provengano da altri pianeti... Molti miei colleghi astronauti sono
riluttanti a parlare di UFO... Io ho avuto l'occasione nel 1951 di poterne
osservare molti, in due giorni diversi; erano di dimensioni differenti,
volavano in formazione da combattimento, da est verso l'ovest d'Europa".
E secondo un' intervista registrata fatta da J.L.Ferrando, il maggiore
Cooper affermò:
"Per molti anni ho vissuto con un segreto,
imposto a me come a tutti gli astronauti. Posso ora rivelare che ogni
giorno negli Stati Uniti i nostri strumenti radar intercettano oggetti di
forme e composizioni a noi sconosciute. E ci sono migliaia di rapporti di
testimoni ed una gran quantità di documenti che lo provano, ma nessuno
vuole renderli pubblici".
Perché? gli ha chiesto l'intervistatore. "Perché
le autorità hanno paura che la gente possa pensare agli UFO come a
invasori ostili. Perciò la parola d'ordine è ancora: dobbiamo evitare il
panico a tutti i costi".
. "Inoltre", ha
aggiunto Cooper, "sono stato testimone di un
fenomeno straordinario, qui sul pianeta Terra. E' accaduto qualche mese fa
in Florida. Ho visto con i miei occhi una zona ben delineata di terreno
che si stava consumando con delle fiamme, con quattro solchi sulla
sinistra lasciati da un oggetto volante che era sceso nel centro del
campo. I piloti avevano lasciato il veicolo (c'erano altre tracce che lo
provavano). Sembrava avessero studiato la topografia del luogo, avevano
raccolto campioni di terreno e poi, probabilmente, erano tornati da dove
erano venuti, scomparendo ad una velocità incredibile... Casualmente ho
poi scoperto che le autorità avevano fatto di tutto perché questo
avvenimento non fosse portato a conoscenza della stampa e della
televisione, per paura di una reazione di panico da parte del pubblico".
James Lovell e Frank Borman
Nel dicembre del 1965, gli astronauti della navicella Gemini Lovell e
Borman videro degli UFO durante la loro seconda orbita di quel volo che
durò 14 giorni. Borman raccontò che vide una navicella non identificata a
poca distanza dalla capsula. La torre di controllo di Cape Kennedy gli
disse che stava vedendo la parte finale della loro navicella. Borman
confermò che quello che stava osservando era sicuramente qualcosa di
completamente diverso dalla loro navicella.
Ecco il dialogo svoltosi fra Gemini 7 e la base:
Lovell: Un oggetto vola alto sopra di noi, ad ore 10.00!
Capcom: Qui è Houston. Ripeti ancora, 7 !
Lovell: Ho detto che c'è un oggetto che vola alto, ad ore 10.00!
Capcom: Gemini 7, è veramente un avvistamento?
Lovell: Si é vero. Siamo testimoni di numerosi avvistamenti in questo
momento.
Capcom: ...potete stimare la distanza o la grandezza?
Loveli: Gli UFO sono sulla nostra traiettoria...
Neil Armstrong e Edwin "Buzz" Aldrin .
Secondo l'astronauta della NASA Neil Armstrong (il primo
uomo a metter piede sulla Luna), gli alieni hanno una base sul nostro
satellite e ci dicono, in termini piuttosto decisi, di stare alla larga
dalla Luna. A quanto dicono i rapporti finora noti, sia Neil Armstrong che
Edwi.n Aldrin videro degli UFO dopo il famoso atterraggio sulla Luna
dall'Apollo 11 il 21 luglio 1969. Uno degli astronauti riferì di aver
visto una "luce" sopra e dentro un cratere durante la ripresa televisiva,
seguita da una richiesta di maggiori informazioni da parte del controllo
missione. Ecco il dialogo che si sarebbe svolto fra Luna e Terra:
NASA: Che cosa c'è? Controllo missione chiama Apollo
11...
Apollo 11: Quei "cosi" sono enormi, mio Dio! Enormi! Oh, mio Dio, non ci
credereste! Vi dico che stiamo vedendo altre ' navicelle qui fuori. Sono
ferme sulbordo del cratere! Sono sulla luna e ci stanno osservando!
Un professore, ha voluto rimanere anonimo, ha inviato alle organizzazioni
ufologiche il seguente resoconto di un dialogo da lui avuto con Neil
Armstrong durante un simposio della NASA:
Professore: Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11?
Armstrong: Una cosa incredibile, anche se noi abbiamo sempre saputo di
questa possibilità. Il fatto è che loro (gli Alieni) ci hanno intimato di
allontanarci! .
Professore: Che cosa vuole dire "intimato di allontanarci"?
Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le
loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre sia per dimensioni
che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi!... e minacciose!
Professore: Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni
dopo l'Apollo 11... .
Armstrong: Naturalmente: la NASA le aveva già annunciate a quel tempo, e
non poteva rischiare il panico sulla Terra.
Secondo l'ufologo americano Vladimir Azhazha, "Neil Armstrong disse al
Controllo Missione che due enormi oggetti sconosciuti stavano osservando
lui ed Aldrin dopo l'atterraggio sulla Luna. Ma questo messaggio non è mai
stato ascoltato dal pubblico, perché la NASA lo ha censurato."
Aleksandr Kasantesev afferma che Buzz Aldrin fece un film a colori
dell'UFO da dentro la navicella, e continuò a filmare loro, Armstrong e
lui stesso anche quando furono fuori. Armstrong confermò che la storia era
vera, ma rifiutò di dare ulteriori dettagli, poi ammise che la CIA voleva
nascondere l'accaduto.
Donald Slayton
Astronauta del progetto Mercury, rivelò in un'intervista che aveva visto
un UFO nel 1951:
"Stavo collaudando un caccia P-51 a Minneapolis
quando scorsi quell'oggetto. Ero a circa 10.000 piedi di altezza in un
pomeriggio di sole. Pensai che fosse un nibbio, poi mi resi conto che
nessun nibbio vola a quell'altezza. Più mi avvicinavo, più l'oggetto mi
appariva simile a un pallone gonfiato, grigio e di circa un metro di
diametro. Ma non appena gli andai davanti la "cosa" non somigliò più a un
pallone.
Sembrava un disco volante.
Allo stesso tempo realizzai che l'oggetto stava improvvisamente
allontanandosi da me, ad una velocità di circa 450 chilometri l'ora. Lo
inseguii per un breve tratto, ma d'improvviso l'oggetto virò a 45 gradi,
accelerò e sparì".
Maggiore Robert White
Il 17 luglio 1962 White dichiarò di aver visto un. UFO durante un volo ad
un'altezza di 80 chilometri su un X-15. Così disse alla base:
"Non ho idea di che cosa possa essere. E' di colore grigiastro ed è di
circa 10-15 metri di lunghezza". Poi, secondo
un articolo del Time Magazine, il maggiore White esclamò alla radio:
"Ci sono cose quassù! E' indubbio!"
.
Il pilota della NASA Joseph A.Walker
L'11 maggio 1962 Walker dichiarò di aver avuto disposizione di
intercettare gli UFO eventualmente avvistati durante i voli sul suo X-15.
Aveva già filmato 5 o 6 UFO durante un volo nell'aprile del 1962 ad
un'altezza di 80 chilometri. Era la seconda volta che filmava degli ÙFO in
volo.
Durante una conferenza al Secondo Meeting Nazionale sugli usi pacifici
delle ricerche spaziali dichiarò: "Non sono
autorizzato a dire nulla. Tutto quello che so é ciò che compare sul film
che è stato sviluppato dopo il volo". Nessuno
di questi film fino ad oggi è mai stato fatto visionare al pubblico.
Comandante Eugene Cernan
Cernan è stato il comandante dell'Apollo 17. In un articolo del Los
Angeles Times del 1973 affermò quanto segue:
"Molte volte mi sono state poste domande circa
gli UFO. Ho già detto pubblicamente che sono qualche altra cosa rispetto a
noi, qualcosa che viene da un'altra civiltà".
Scott Carpenter
"In qualsiasi momento, quando gli astronauti
sono nello spazio da soli, c'è una costante sorveglianza da parte degli
UFO".
Maurice Chatelain della NASA
Nel 1979 Maurice Chatelain, responsabilè del Sistema di Comunicazioni
della NASA confermò che Armstrong aveva veramente detto di aver visto
degli UFO sul bordo di quel cratere lunare. Chatelain pensa che gli UFO
possano provenire dal nostro stesso sistema solare, in particolare da
Titano. Ecco alcune sue dichiarazioni:
"Gli incontri ravvicinati sono eventi ben
conosciuti alla NASA, ma nessun ne ha mai parlato fin ad ora". Tutti i
voli Apollo e Gemini sono stati seguiti a distanza, a volte anche
abbastanza ravvicinata, da veicoli spaziali di natura extraterrestre: da
dischi volanti o da UFO, se li volete chiamare con quel nome. Ogni volta
che ciò si è verificato, gli astronauti hanno informato la torre di
controllo che ha sempre ordinato il più assoluto silenzio".
"Credo che Walter Schirra a bordo del Mercury 8
sia stato il primo degli astronauti ad usare il nome in codice 'Santa
Klaus' per indicare la presenza di dischi volanti nei pressi della capsula
spaziale. Per esempio James Lovell, a bordo dell'Apollo 8, disse
improvvisamente 'Vi informo che c'è Santa
Klaus'.
Anche se ciò accadde il giorno di Natale del
1968, molta gente ebbe la sensazione che c'era dell'altro dietro le sue
parole".